Capitolo 1 di 100%

Capitolo 1 · 5 min di lettura

Stato di conservazione

Mio fratello aveva dato un prezzo al tavolo da pranzo prima ancora che nostra madre fosse sepolta.

Non gliene facevo una colpa. Avevo dato un prezzo a cose peggiori: il trenino di un bambino, ancora montato per un compleanno che non avrebbe festeggiato; un servizio di piatti da matrimonio a cui mancava un coperto; una poltrona per la dialisi che nessuno voleva toccare. Quando mi chiedevano che lavoro facessi, rispondevo che stimavo il contenuto delle case. Di solito sentivano soltanto case.

Ben mi venne incontro sul vialetto con due tazze.

«Ti sei tagliata i capelli.»

«Sei mesi fa.»

«Ti stanno bene.»

Mi diede la tazza con il manico scheggiato. In qualsiasi altra casa avrei fotografato il danno e proseguito. Lì sapevo com’era successo: nostro padre aveva picchiettato il manico contro il lavello per attirare l’attenzione di mia madre.

Alle spalle di Ben c’era la casa, con i mattoni rossi scuriti dalla pioggia. Una tenda al piano di sopra si era impigliata nel gancio. Mia madre non l’avrebbe mai lasciata così. Era morta da ventitré giorni e la casa cominciava già a prendere abitudini proprie.

«Non devi fare tutto», disse Ben. «Dimmi solo cosa vale la pena tenere.»

«Non è quello che mi hai chiesto.»

«Anna.»

Lo disse piano: era il suo modo di farmi capire che avevo già cominciato a fare storie, prima ancora di togliermi il cappotto.

«Mi hai chiesto un inventario per la successione. Avrai un inventario.»

«D’accordo. Va bene.» Sorrise, concedendomi spazio per essere noiosa. «Entra, prima che si raffreddi.»

L’ingresso odorava di cera per mobili e del dolciastro stantio dei fiori che la gente aveva mandato invece di venire. Sulla consolle c’era una pila ordinata di biglietti di condoglianze. La figlia di Ben ne aveva fatto uno con un coniglio. Il coniglio sorrideva. Kit aveva otto anni e credeva ancora che un disegno dovesse migliorare ciò che rappresentava.

Posai la valigetta accanto alle scale.

«Che cosa le hai detto?» chiesi.

«Della nonna?»

«Sì.»

«Che è morta.»

«Intendevo della sua stanza.»

Mia madre aveva tenuto una camera per Kit, anche se Ben la portava solo a Natale. Ero tornata per il funerale e l’avevo trovata piena di regali, alcuni ormai adatti a una bambina più piccola.

«Ha scelto la lampada», disse. «Quella con il coniglio. Il resto può andare via.»

Sul lato interno della porta d’ingresso, i vecchi chiavistelli d’ottone erano lucidi lungo i bordi. Nostro padre li faceva scorrere ogni sera alle dieci. Diceva che metteva a letto la casa.

Aprii la valigetta.

Per fare un inventario c’è un metodo. Parti dalla porta e procedi in senso orario. Annoti l’oggetto, il materiale, il produttore se riesci a identificarlo e lo stato di conservazione. Non scrivi bello. Non scrivi caro a qualcuno. Non scrivi che la donna a cui apparteneva ha aspettato tutta la vita che qualcuno la notasse.

Sala da pranzo. Un tavolo allungabile in mogano. Superficie graffiata. Manca una prolunga.

«Non è mogano», disse Ben. «Papà diceva sempre che era palissandro.»

«Papà si sbagliava.»

«Non sarebbe la prima volta.»

Lo disse con quel lieve rammarico che ora, con nostro padre morto, potevamo permetterci. Per quasi tutta la mia infanzia, Ben era stato d’accordo con lui su ogni cosa.

Misurai il tavolo. Sotto un angolo, un quadrato di cartone piegato lo teneva stabile.

«Stanno per cominciare dei lavori fuori?» chiesi.

Accanto al garage avevano steso della ghiaia nuova. Un piccolo escavatore era coperto da un telone.

«Drenaggio. Il sopralluogo ha rilevato infiltrazioni nella vecchia cantina.»

«Quale vecchia cantina?»

«La parte sotto la lavanderia. Papà l’ha fatta chiudere. Te lo ricorderai.»

Ricordavo una porta verde. Un odore di carbone bagnato. La proibizione di scendere perché i gradini erano marci.

«Dovrebbero cominciare venerdì», disse. «Prima di mettere in vendita la casa.»

Era mercoledì.

«Mi serviranno più di due giorni.»

«Non lavoreranno qui dentro.»

«Lo stesso.»

Alzò entrambe le mani. «Tutto il tempo che ti serve.»

Avrebbe dovuto rassicurarmi. Mi aveva rassicurata per trentacinque anni.

Alle undici uscì per andare al lavoro. Adesso gestiva un’impresa di forniture edili con un discreto successo e gli piaceva far sapere che lavorare in proprio non significava essere liberi. Sulla soglia mi chiese se me la sarei cavata a restare in casa.

«È una casa, Ben.»

«Certo.»

Lo guardai fare retromarcia attorno all’escavatore. Poi salii al piano di sopra.

La camera di mia madre era intatta. C’erano ancora due cuscini, benché nostro padre fosse morto da sei anni. Le sue pantofole erano sotto lo sgabello della toeletta. Una striscia di fazzoletto di carta copriva le setole della spazzola.

Aprii l’armadio e contai i cappotti.

Cinque di lana. Due impermeabili. Una giacca trapuntata blu. Dietro, in una custodia per abiti chiusa con la zip, qualcosa di verde.

Riconobbi il colore prima di aprire la zip. Non verde bosco, come lo avevano definito i manifesti di ricerca. Verde bottiglia. Evie lo aveva scelto perché, diceva, le dava un’aria costosa.

Il cappotto aveva tre bottoni grandi e uno piccolo sul polsino. Mancava un quarto bottone grande. Evie mi aveva chiesto di riattaccarlo e io avevo detto che non ero la sua serva.

Era stata la nostra ultima conversazione normale.

Diciotto anni dopo, il bottone mancava ancora.

Mi sedetti sul letto di mia madre con il cappotto sulle ginocchia. Pesava più di quanto ricordassi. Un cappotto invernale da poco, con la fodera lucida ai gomiti.

Quando mia sorella era scomparsa, avevo detto a un poliziotto di averla vista indossarlo mentre andava verso la fermata dell’autobus.

Non era vero.

Non era stato un malinteso né la supposizione spaventata di una bambina. Avevo diciassette anni. Sapevo cos’era una deposizione.

L’avevo scritta e firmata.

Capitoli

L’inventario delle piccole bugie

  1. 01Stato di conservazioneStai leggendo5 minuti
  2. 02Provenienza5 minuti
  3. 03La prima versione4 minuti
  4. 04Correzioni4 minuti
  5. 05Oggetti esclusi5 minuti
  6. 06La versione di famiglia4 minuti
  7. 07Un po’ più di tempo6 minuti
  8. 08Il ritrovamento3 minuti
  9. 09Com’era lei3 minuti
  10. 10La prolunga mancante4 minuti

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